Clascoterone e AGA: la nuova molecola sostituisce minoxidil e finasteride o li completa?

Meta description: Clascoterone e alopecia androgenetica: come agisce il nuovo antiandrogeno topico, cosa dicono gli studi clinici e perché la vera domanda non è "sostituire" ma "integrare".

Tricologia
Dott.ssa Svitlana Kovalenko · Medico Estetico & Tricologa · ⏱ 9 minuti di lettura
📌Nota: il caso descritto è una rielaborazione composita, costruita a partire da situazioni cliniche ricorrenti nella mia pratica; dettagli anagrafici e temporali sono stati modificati per tutelare la riservatezza del paziente.
C'è una storia che, con piccole variazioni, si ripete quasi identica nel mio studio da qualche settimana a questa parte. Ve la racconto perché credo dica, meglio di qualsiasi statistica, cosa significhi davvero orientarsi oggi nel mondo della tricologia.

Un paziente di 58 anni si siede di fronte a me. Con i capelli ha un rapporto che definirei di lunga militanza: finasteride dall'età di 19 anni, quasi quarant'anni di terapia costante. Da una quindicina d'anni ha aggiunto dutasteride orale, e ogni sera, con una disciplina che ammiro sinceramente, applica la sua lozione antiandrogena topica. Non è un paziente distratto: è uno che studia, che legge, che nel tempo libero approfondisce — probabilmente conosce la letteratura sull'AGA meglio di molti che ne parlano sui social senza averla mai aperta.

Due anni fa era arrivato vicino a una decisione importante: il trapianto di capelli. Aveva fatto la visita, valutato il centro, quasi firmato. L'unico vero ostacolo, mi aveva detto allora, era il costo. Poi, continuando ad approfondire — perché lui è fatto così — ha scoperto una cosa che nessun opuscolo pubblicitario gli aveva mai detto con chiarezza: anche i capelli trapiantati, nel tempo, possono perdersi. Non tutti restano per sempre. Quella scoperta lo ha fermato.

La settimana scorsa è tornato in studio con una richiesta precisa: voleva la prescrizione del clascoterone. Lo aveva trovato online, su un sito che gli sembrava affidabile. E mi ha detto, quasi testualmente: "Dottoressa, secondo quello che ho letto, nel mio caso questo farmaco fa miracoli."

Io capisco perfettamente questa speranza. Trentanove anni di terapia meritano, prima o poi, una svolta. Ma il mio compito, in quel momento, non era condividere l'entusiasmo o smontarlo: era fare la domanda che nessun sito gli aveva mai posto.

Perché quel paziente, da tempo, convive anche con una patologia autoimmune, trattata con terapia biologica. Ed è esattamente questo il dettaglio che cambia tutto — non perché renda il clascoterone pericoloso o vietato, ma perché apre una domanda clinica seria, per cui semplicemente non esistono ancora dati specifici in letteratura. Nessun reel, nessun sito di preparazioni galeniche "sicure" gli aveva mai chiesto quali altri farmaci stesse assumendo. In questo articolo ti spiego cosa dice davvero la scienza sul clascoterone — e perché la domanda giusta non è mai quella che sembra.
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Questa storia racchiude, meglio di qualsiasi introduzione teorica, la ragione per cui ho deciso di scrivere questo articolo. Non per rispondere a una domanda semplice con un sì o un no, ma per restituire a una domanda complessa la complessità che merita. E per farlo, come sempre, partiamo dalla scienza.

Clascoterone e AGA - Dott.ssa Svitlana Kovalenko

"La domanda giusta non è sostituire, ma integrare."

Cos'è il clascoterone e come agisce contro l'AGA

Il clascoterone non nasce per i capelli. È stato sviluppato — e già approvato — come trattamento topico per l'acne, con il nome Winlevi, crema all'1%. Solo in un secondo momento i ricercatori ne hanno riconosciuto il potenziale per l'alopecia androgenetica (AGA), la forma di diradamento più diffusa sia negli uomini sia nelle donne, sviluppando per questa indicazione una soluzione più concentrata al 5%. È proprio questa la molecola che il mio paziente aveva trovato online, forte di una promessa di "miracolo" che, come vedremo, va ridimensionata — senza per questo negarne l'interesse scientifico reale.

Il suo meccanismo d'azione è ciò che lo rende davvero interessante, ed è qui che vale la pena rallentare, perché è la chiave per capire tutto il resto.

Nell'AGA, il diidrotestosterone (DHT) si lega ai recettori androgenici presenti nella papilla dermica del follicolo — la piccola centrale di comando che regola la crescita del capello. Questo legame innesca la miniaturizzazione dei follicoli piliferi: il capello diventa progressivamente più sottile, più corto, più debole, fino a non ricrescere più.

Il clascoterone agisce come inibitore dei recettori androgeni ad azione topica: occupa fisicamente quello stesso recettore, impedendo al DHT di legarsi. Non riduce la produzione di DHT nell'organismo — la blocca esattamente dove il danno si verifica, sul cuoio capelluto, con un assorbimento sistemico minimo.

Cosa dicono davvero gli studi clinici

Il numero che tutti citano — quel 539% — arriva dai risultati preliminari (topline, non ancora pubblicati per esteso) di due studi gemelli di Fase 3, SCALP 1 e SCALP 2, condotti su 1.465 uomini con AGA da lieve a moderata, trattati per 12 mesi con la soluzione al 5% contro placebo. Entrambi gli studi hanno raggiunto l'obiettivo primario: un aumento statisticamente significativo del numero di capelli nell'area trattata.

I dati a 12 mesi, comunicati dall'azienda produttrice nell'aprile 2026, aggiungono un elemento che a mio avviso è più rilevante del numero shock: i pazienti che hanno proseguito il trattamento per l'intero anno hanno continuato a migliorare, senza plateau, mentre chi è passato al placebo dal settimo mese ha perso progressivamente i benefici ottenuti. È un dato che parla di biologia, non di marketing: conferma che l'effetto dipende dal trattamento continuativo, non da una guarigione definitiva — proprio come accade, in fondo, con finasteride e minoxidil.

Detto con onestà, però: non esiste ancora nessuno studio che metta il clascoterone a confronto diretto, testa a testa, con minoxidil o finasteride. Chi lo presenta come "il farmaco che li batte entrambi" — o come il "miracolo" che il mio paziente aveva letto online — sta facendo un salto logico che i dati, per ora, non permettono di fare.

Clascoterone vs finasteride, minoxidil e dutasteride: il vero confronto

Meccanismo d'azione di clascoterone, finasteride e minoxidil sul follicolo pilifero

Tre meccanismi, un obiettivo - fermare la miniaturizzazione del follicolo.

"La domanda giusta non è sostituire, ma integrare."

Qui rispondo alla domanda che quasi tutti i miei pazienti mi pongono, incluso quello di cui vi ho raccontato. E la mia risposta parte da un cambio di prospettiva.

Benvenga il clascoterone — ma la domanda giusta non è "sostituirà minoxidil e finasteride?" bensì "dove si inserisce razionalmente nel nostro armamentario terapeutico?"

Il clascoterone è un antagonista degli androgeni ad azione topica e locale: inibisce il DHT a livello del recettore follicolare senza soppressione sistemica degli androgeni — e questo è il suo vero vantaggio clinico, soprattutto nelle donne e nei pazienti che non tollerano gli effetti collaterali della finasteride orale.

Ma i meccanismi d'azione restano distinti e complementari:

  • Il minoxidil agisce sulla fase anagen prolungandola e sulla vasodilatazione perifollicolare

  • La finasteride (e la dutasteride, suo analogo più potente) riduce la produzione di DHT a monte, inibendo l'enzima 5-alfa-reduttasi a livello sistemico

  • Il clascoterone blocca il recettore androgenico localmente, a valle, direttamente nel follicolo

Tre bersagli diversi sullo stesso asse patogenetico. La logica clinica suggerisce integrazione, non sostituzione.

Nella mia pratica la terapia dell'alopecia androgenetica è quasi sempre multimodale, perché la patologia è multifattoriale. Una molecola nuova non rende obsolete le precedenti: aggiunge un tassello che, nel paziente giusto, può fare la differenza che mancava. Il progresso in tricologia non è rivoluzione, è raffinamento progressivo del protocollo.

Il mio paziente, ad esempio, è già in tripla terapia da anni. Aggiungere un quarto meccanismo d'azione, sulla carta, ha senso. Ma "sulla carta" non basta mai, quando in gioco c'è anche una terapia biologica per una patologia autoimmune.

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Sicurezza ed effetti collaterali del clascoterone

Il profilo di tollerabilità è uno dei punti di forza del clascoterone. Negli studi, gli effetti collaterali sono stati per lo più lievi e locali — arrossamento, lieve irritazione nel punto di applicazione — con un'incidenza sovrapponibile al placebo. A differenza della finasteride orale, non è stata osservata soppressione ormonale sistemica significativa: un dato importante per chi ha sempre esitato di fronte al rischio, per quanto raro, di effetti collaterali sessuali o sistemici.

Uno studio di Fase 1 dedicato non ha rilevato effetti sull'intervallo QT cardiaco. Resta comunque un antiandrogeno: in gravidanza e allattamento va evitato per precauzione.

E qui torno al mio paziente. Gli studi di Fase 3 sul clascoterone sono stati condotti su una popolazione generale, senza patologie autoimmuni in trattamento biologico tra i criteri di inclusione specificamente analizzati. Questo non significa che il farmaco sia controindicato per lui — significa che, semplicemente, non abbiamo ancora dati dedicati a questo scenario. È una zona grigia che nessun sito di vendita online segnala, perché richiede di conoscere la storia clinica completa della persona, non solo il suo problema di capelli. Ed è esattamente il tipo di valutazione che una prescrizione responsabile richiede: caso per caso, con tutti gli elementi sul tavolo.

Quando arriva in Italia, e perché la fretta non è mai una buona consigliera

Il clascoterone è oggi autorizzato solo per l'acne (Winlevi). La soluzione al 5% per l'AGA (Breezula) non ha ancora ricevuto l'approvazione né dalla FDA né dall'EMA: l'azienda produttrice prevede di presentare la documentazione regolatoria all'inizio del 2027, con un'approvazione stimata non prima di quell'anno.

Questo significa che oggi, in Italia, l'unica via legittima per utilizzare il clascoterone con finalità tricologica è la preparazione magistrale, prevista dalla Legge 94/1998, che consente al medico di prescrivere un preparato galenico a base di un principio attivo già autorizzato in un medicinale europeo — condizione che l'approvazione di Winlevi per l'acne soddisfa. È una strada percorribile, ma che richiede prescrizione medica, titolazione della concentrazione e controllo specialistico nel tempo: non un prodotto da richiedere al banco o da acquistare online sull'onda di un video virale, come stava per fare il mio paziente.

La mia posizione, con i piedi per terra

Integrare, non sostituire - protocollo tricologico completo

Protocollo integrato per alopecia androgenetica con clascoterone, finasteride, minoxidil e stile di vita.

Il progresso in tricologia non è rivoluzione. È raffinamento del protocollo.

Il clascoterone è, con ogni probabilità, la novità farmacologica più interessante degli ultimi trent'anni in questo campo, perché introduce un meccanismo d'azione realmente nuovo su un bersaglio che prima toccavamo solo per via sistemica o indiretta. Ma "nuovo" e "definitivo" non sono sinonimi, e il mio ruolo — soprattutto ora, mentre la disinformazione corre più veloce dei dati — è aiutarti a distinguere l'entusiasmo legittimo dalla promessa esagerata.

Al mio paziente, alla fine, non ho detto né sì né no. Gli ho spiegato perché la sua domanda, così come me l'aveva posta, non aveva ancora una risposta sicura — e che la strada più corretta era approfondire insieme, con gli esami giusti e magari un confronto con lo specialista che segue la sua terapia biologica, prima di aggiungere qualsiasi cosa al suo protocollo.

Se anche tu stai valutando un percorso per il diradamento dei capelli, il punto di partenza non è scegliere una molecola di moda, ma una diagnosi tricologica accurata e una visione d'insieme della tua storia clinica: solo così è possibile capire se il clascoterone, da solo o in associazione con le terapie già consolidate, ha davvero senso nel tuo caso.

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Fonti scientifiche

  1. Dhillon S. Clascoterone: First Approval. Drugs, 2020.

  2. Sun HY, Sebaratnam DF. Clascoterone as a novel treatment for androgenetic alopecia. Clin Exp Dermatol, 2020.

  3. Rosette C, et al. Cortexolone 17α-Propionate is an Androgen Receptor Antagonist in Dermal Papilla Cells In Vitro. J Drugs Dermatol, 2019.

  4. Täubel J, et al. Phase 1 Study on the Effects of Clascoterone on the QT Interval. Clin Pharmacol Drug Dev, 2021.

  5. Gupta AK, et al. Comparison of oral minoxidil, finasteride, and dutasteride for AGA. J Dermatolog Treat, 2022.

  6. Agrawal A, Dreifus EM, Tosti A. Emerging pharmacotherapies for Androgenetic Alopecia. Expert Opin Pharmacother, 2026.

  7. European Medicines Agency — scheda EPAR Winlevi (clascoterone).

  8. ClinicalTrials.gov — NCT05910450 (SCALP 1), NCT05914805 (SCALP 2).

Informazioni aggiornate a luglio 2026.

Disclaimer Medico-Legale

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo ed educativo e non costituiscono consiglio medico, diagnosi o terapia.

Per qualsiasi problematica relativa alla salute dei capelli è necessario consultare un medico specialista. I risultati dei trattamenti possono variare da individuo a individuo.

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